Di Davide Balladore, Marketing & Innovation Director IPSG, Canon Italia

Milano, ottobre 2026 – In occasione del mese in cui si celebra la Giornata Mondiale dell’Architettura (5 ottobre), il mondo della progettazione si ritrova a riflettere sull’evoluzione degli spazi che abitiamo e sugli strumenti usati per immaginarli.

Viviamo in un’epoca di profonda digitalizzazione, in cui i modelli tridimensionali, la collaborazione in cloud e le metodologie BIM (Building Information Modeling)1 hanno ridefinito le fondamenta del settore AEC (Architecture, Engineering and Construction). Tuttavia, quando si passa dalla fase concettuale alla realtà del cantiere, emerge una verità inequivocabile: il supporto cartaceo resta l’ancora tattile e operativa di qualsiasi opera e progetto.

Il futuro dell’AEC non è paperless, ma information-driven.

Se il BIM ha rivoluzionato la creazione e la gestione delle informazioni progettuali, la vera sfida resta la loro condivisione efficace tra tutti gli attori coinvolti. In molti cantieri convivono professionalità, competenze digitali e modalità operative differenti: per questo la capacità di trasformare dati complessi in informazioni facilmente accessibili rappresenta oggi uno dei fattori chiave per il successo di un progetto.

Osservando le dinamiche attuali del mercato europeo delle costruzioni, emerge chiaramente come la transizione digitale del settore sia un processo graduale e articolato. Sebbene l’adozione di piattaforme digitali e software di modellazione continui a crescere, l’implementazione completa delle diverse dimensioni del BIM lungo tutta la filiera, dal modello 3D per la progettazione fino al 7D per la gestione e manutenzione delle infrastrutture, richiede ancora tempo, investimenti e un’evoluzione delle pratiche operative. In questo contesto, la stampa mantiene un ruolo fondamentale nel valorizzare i progetti e favorire una collaborazione efficace tra tutti gli stakeholder. Elaborati tecnici, tavole progettuali, documentazione di cantiere e revisioni condivise su supporto cartaceo continuano infatti a rappresentare strumenti essenziali per facilitare la consultazione, migliorare la comprensione delle informazioni e supportare i processi decisionali nelle attività quotidiane di studi di progettazione, imprese e cantieri. In un contesto in cui ritardi, non conformità e rilavorazioni rappresentano una delle principali cause di incremento dei costi, la disponibilità immediata di elaborati chiari e facilmente consultabili continua a svolgere un ruolo fondamentale. La documentazione stampata consente infatti di verificare rapidamente dettagli progettuali, confrontare revisioni e garantire un allineamento più efficace tra ufficio tecnico e cantiere.

L’evoluzione verso modelli digital twin e asset sempre più connessi non elimina la necessità di supporti fisici. Al contrario, aumenta l’importanza di rendere accessibili informazioni complesse nei contesti in cui vengono utilizzate quotidianamente, dal cantiere alle attività di manutenzione. In questa prospettiva, stampa e digitale diventano componenti complementari di un unico ecosistema informativo.

Dal BIM al cantiere: il problema non è creare informazioni, ma renderle utilizzabili.

In questo contesto di coesistenza tra analogico e digitale, la stampa tecnica di grande formato si conferma uno strumento prezioso. Tra architetti, ingegneri e imprese edili, la grande maggioranza dei professionisti utilizza ancora regolarmente documenti tecnici stampati all’interno dei propri flussi di lavoro, anche quando gestisce i progetti in ambienti digitali avanzati.

Ma qual è la radice di questa preferenza? La risposta risiede nella natura stessa del lavoro dell’architetto, dell’ingegnere e del costruttore.

Una planimetria stampata offre una visione d’insieme immediata e un livello di dettaglio visivo che nessun tablet o schermo, per quanto avanzato, può replicare con la stessa naturalezza. Durante una riunione di cantiere o un incontro con il committente, srotolare un disegno tecnico di grande formato crea uno spazio condiviso di confronto umano e professionale, facilitando la comprensione reciproca, l’annotazione immediata a mano e l’azzeramento delle incomprensioni. Un tablet in cantiere può soffrire di riflessi, limitazioni dimensionali o fragilità; la carta, al contrario, offre certezza operativa e la possibilità di un’immediata fruizione. Inoltre le moderne stampanti tecniche per grandi formati semplificano la conversione di un PDF in una stampa tecnica ad altissima risoluzione e dispongono spesso di scanner integrati che consentono di digitalizzare o replicare i documenti annotati a mano da condividere per la revisione con i colleghi in studio o in cantiere.

In questo rapporto tra digitalizzazione e stampa, il settore AEC deve confrontarsi anche con due grandi temi che toccano oggi tutte le imprese: la sostenibilità ambientale e la sicurezza dei dati.

Sul fronte della sostenibilità, l’attenzione alle credenziali ecologiche (fattori ESG) è ormai un criterio prioritario nelle scelte d’acquisto dei dispositivi di stampa da parte dei professionisti. Spesso si tende ad associare la sostenibilità della stampa unicamente al consumo di inchiostro o d’energia, ma l’impatto ecologico ed economico più significativo risiede nell’eliminazione degli sprechi di carta e nell’azzeramento degli errori. Un errore di stampa su una tavola esecutiva o una scarsa nitidezza dei dettagli tecnici possono tradursi in rifacimenti costosi e in un inutile consumo di risorse. Ridurre al minimo gli errori di stampa significa ottimizzare l’uso dei materiali, abbattere i costi operativi e ridurre direttamente l’impronta di carbonio.

Parimenti critica, e ancora troppo sottovalutata, è la questione della sicurezza informatica. Numerosi analisti di settore evidenziano come una percentuale preoccupante di professionisti AEC non sia ancora pienamente consapevole delle vulnerabilità legate ai propri sistemi di stampa. Nell’era dell’Internet delle cose (IoT) e del lavoro ibrido, la stampante di grande formato non può più essere considerata un semplice dispositivo passivo di output. È a tutti gli effetti un nodo di rete connesso, che gestisce informazioni riservate, brevetti e piani infrastrutturali critici. Salvaguardare la continuità aziendale e la proprietà intellettuale richiede un ambiente di stampa nativamente protetto da accessi non autorizzati e attacchi informatici.

In Canon abbiamo raccolto queste sfide e le abbiamo trasformate in innovazione concreta. La nuova generazione di dispositivi di grande formato della serie imagePROGRAF TM e imagePROGRAF TX sono progettate appositamente per le esigenze del comparto AEC e della stampa professionale, offrendo una velocità di stampa straordinaria, una tecnologia di elaborazione delle immagini potenziata, un design compatto e intuitivo, oltre a funzionalità di scansione integrate che semplificano i flussi di lavoro scan-to-print di grande formato.

Grazie alla nuova formulazione dell’inchiostro magenta e del nuovissimo MBKi dispositivi imagePROGRAF offrono una resa cromatica eccezionale, con rossi vividi e linee estremamente nitide e precise che esaltano sia i disegni tecnici più complessi, sia i rendering architettonici destinati alle presentazioni ai clienti. Sul piano dell’efficienza e della sostenibilità, le nuove serie riducono drasticamente l’impiego di plastica negli imballaggi – eliminando il polistirolo – e vantano consumi energetici ridotti che hanno fatto loro guadagnare la prestigiosa certificazione EPEAT Gold. Infine, le avanzate funzioni di sicurezza informatica integrate proteggono l’intero flusso di lavoro, assicurando che i dati di progetto rimangano riservati lungo tutto il percorso, dallo studio al cantiere.

Nel settore AEC la digitalizzazione e la stampa tecnica di grande formato non sono forze in contrapposizione, ma alleate indispensabili per affrontare la complessità del costruire moderno. Se piattaforme cloud e software di modellazione spingono in avanti l’ideazione e l’efficienza ingegneristica, le planimetrie stampate garantiscono la certezza operativa, la collaborazione tangibile sul campo e l’assenza di barriere visive. È proprio nella capacità di gestire con successo questo equilibrio tra mondo virtuale e realtà tattile che risiede il motore della futura progettazione.

1 Il Building Information Modeling (BIM) è un processo di modellazione software intelligente che architetti, ingegneri e appaltatori possono utilizzare per collaborare alla progettazione, costruzione e gestione di un edificio. Si basa sull’uso continuo di modelli digitali durante l’intero ciclo di vita di una struttura: dalla progettazione concettuale iniziale, fino alle fasi di progettazione dettagliata, di costruzione e alla gestione a lungo termine di un edificio.